

Il Paese più Felice del Mondo (ma i Giovani Se Ne Vanno)
Il Bhutan e la Felicità Interna Lorda: storia di un'utopia con i conti in rosso C'è un momento, nella carriera di ogni paese piccolo e povero, in cui la necessità di inventarsi qualcosa di originale diventa urgente. Il Bhutan, recluso tra le pieghe himalayane, incastrato tra l'India e la Cina come un sasso tra due macine, ha avuto questa intuizione negli anni Settanta. Anziché misurarsi sul terreno scomodo del PIL — dove il confronto con i vicini sarebbe stato impietoso — il
2 giorni faTempo di lettura: 5 min


DIPO: IL RITO DI PASSAGGIO DELLE GIOVANI DONNE KROBO - GHANA
I riti del Dipo sono una serie di celebrazioni eseguite dalla popolazione Krobo e si tengono nella città di Odumase Krobo, la più importante per questa etnia nella regione orientale del Ghana, non lontano dall'area del Lago Volta. I Krobo sono il gruppo più numeroso dei sette popoli Dangme del Ghana sud-orientale, e la loro storia è indissolubilmente legata a una montagna — il Krobo Mountain — su cui vissero per oltre quattro secoli prima di scendere nelle pianure. La pietra
6 febTempo di lettura: 5 min


LA TIRANNIA DEL TRATTO
Guardare l'arte cinese e pretendere di capirci qualcosa al primo colpo è un atto di arroganza pura. Noi occidentali entriamo nei musei col timer al polso, convinti che basti leggere una didascalia per "possedere" l'opera. Ma la verità è che se non accetti di perderti, di non capire nulla di fronte a un foglio di carta che sembra vuoto, non vedrai mai nulla. L’arte del Dragone non è fatta per farti stare comodo; è una sfida brutale alla nostra mania di controllo. E non parlo d
31 genTempo di lettura: 7 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - X
L'ultima giornata in terra mauritana comincia con una partenza di buon'ora e la prima pausa nel nuovo villaggio di Chami, già piuttosto popoloso se si pensa che è sorto solo nel 2013 dopo la scoperta dell'oro nei suoi dintorni. Poi visitiamo un altro villaggio di pescatori, Leimhaisrat, ma non sono Imraguen, sono tutti neri, per la maggior parte immigrati dal Senegal e dal Mali. Il villaggio sembra una discarica a cielo aperto, con plastica dappertutto e pesce putrefatto che
26 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - IX
Abbandoniamo Nouadhibou per dedicare l'intera giornata al Parco Nazionale di Banc d'Arguin, sito UNESCO in quanto luogo privilegiato di migrazione invernale per la foca monaca e molti uccelli marini. Gli unici autorizzati a pescare (e abitare) all'interno del parco sono i circa 1.000 Imraguen, un'etnia considerata inferiore dalla classe dominante araba, che abitano su queste coste da tempo immemore e usano metodi di pesca tradizionali e sostenibili. La prima sosta la facciamo
26 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - VIII
Rinfrancate le nostre stanche membra dal rientro in un contesto più civilizzato quale è la città di Nouadhibou, visitiamo lo scenografico promontorio di Cap Blanc, una lingua di terra contesa tra le fresche brezze dell'Oceano Atlantico e le sabbie del Sahara Occidentale. Dopo una visita al piccolo visitor center dedicato alla foca monaca, ammiriamo il maestoso paesaggio in cui le acque dell'oceano, solcate da qualche vascello, sono piuttosto mosse. Poi scendiamo nella grande
25 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - VII
Dopo la notte ai piedi del monolite Ben Amera, visitiamo il villaggio nelle vicinanze che prende lo stesso nome. Un pugno di povere abitazioni, realizzate con quello che si riesce a trovare in questo angolo di mondo dimenticato da Dio e dagli uomini, soprattutto traversine ferroviarie di ferro. L'unico alito di vita lo porta il "treno del deserto", un serpente di acciaio dalle spire infinite che taglia la sabbia del deserto come una lama il burro. Infatti lo incrociamo poco p
24 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - VI
Ripartiamo da Ouadane per tornare ad Atar, lungo una pista che attraversa paesaggi meno spettacolari di quelli visti all'andata ma oggi di km da percorrere ce ne sono diversi e quindi va bene così. Arriviamo ad Atar verso le 11:00, troppo presto per fermarci a pranzo, ma il mercato è vivacissimo e, mentre ci facciamo preparare del cibo da asporto, mescolarsi insieme ai locali è uno spasso. Usciti dalla città, dopo esserci ben inoltrati nel deserto, ci fermiamo in mezzo al nu
23 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - V
La partenza da Chinguetti avviene un po' in ritardo perché qualcuno intravede un piccolo nugolo di "melhafas" azzurre: sono ragazze con la divisa scolastica e ci avviciniamo. In men che non si dica, siamo circondati dalle stesse e da altri ragazzini che chiedono di essere fotografati. Anche qua i social cominciano a diventare popolari: i ragazzini mi chiedono il numero di telefono perché vogliono che gli mandi le foto tramite WhatsApp, una ragazza addirittura mi strizza l'occ
22 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - IV
Viaggiando ancora in direzione est, facciamo un vertiginoso salto temporale nel visitare le antiche pitture rupestri di Agrour, risalenti a circa 6.000 anni fa, nelle quali sono riprodotti elefanti, giraffe e antilopi, animali che non popolano più queste terre da tempo immemore. Un sito archeologico decisamente più importante rispetto a quello vicino - dista circa 1 km - di Amojar, che presenta poche pitture ma che è incastonato in uno scenario da urlo: un insieme di enormi m
21 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI dalla MAURITANIA - III
Dopo una notte sotto la volta stellata come le genti nomadi di questa terra spettacolare ma non facile, l'alba ci regala solo qualche spruzzata di rosso prima che il disco solare dichiari ufficialmente aperta la giornata. Ripreso il cammino, poco dopo facciamo sosta in un punto in cui la sabbia assume più colori: bianco, arancione, ocra, senape, il tutto nel giro di pochi metri, e neanche la guida sa spiegarcene il motivo. La pista che percorriamo è una goduria per chi ama lo
20 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - II
Volgiamo le spalle alla capitale per intraprendere un lungo trasferimento in direzione delle terre orientali di questo sterminato paese, desertico al 75%. Lungo il percorso, scandito dalla consegna dell'elenco dei passaporti ai numerosi posti di blocco della polizia (una misura di sicurezza ormai solo di facciata nelle zone che attraversiamo ma ugualmente richiesta), incrociamo una transumanza di greggi di pecore che si susseguono nell'attraversare un territorio di un piattum
19 genTempo di lettura: 2 min


DISPACCI DALLA MAURITANIA - I
Ancora una volta in Mauritania, un paese che ormai mi è entrato sottopelle. Al limitare di Nouakchott, la polverosa capitale che abbiamo raggiunto ieri sera quando già il sole era calato, sorge il mercato dei cammelli dove le sabbie del Sahara iniziano a reclamare il loro dominio, un luogo che pare sospeso in un’epoca passata, immune al volgere del tempo. Non è solo la mera sede di scambi mercantili, ma piuttosto il fulcro stesso della cultura nomade di queste genti, che anch
18 genTempo di lettura: 3 min


IL VIGILE URBANO COME SPECIE ESTINTA
C’è una cosa che l’ottimismo tecnologico non ti restituisce mai: la soddisfazione un po’ teatrale di essere fermati in mezzo a un incrocio da un essere umano in divisa che alza la mano con l’autorità di chi ha appena deciso le sorti del mondo. Il vigile urbano smistatore di traffico — quello con i guanti bianchi, il fischietto, il gesto ampio e vagamente coreografico — è scomparso dalla circolazione con tale discrezione che quasi nessuno se n’è accorto. Un’estinzione silenzio
15 genTempo di lettura: 5 min


I SURREALI DEVIL'S MARBLES
La Stuart Highway è la lunghissima strada che attraversa tutta l'Australia da nord a sud, partendo da Darwin e giungendo fino a Port Augusta. A differenza di quello che si potrebbe pensare dal nome, più che un'autostrada è una strada normale, con una sola corsia per senso e senza divisorio. Anzi, è piuttosto stretta perché in una strada così lunga, dove a malapena ci s'imbatte in un'auto proveniente dalla direzione opposta ogni mezz'ora, si è ritenuto di risparmiare asfalto e
9 genTempo di lettura: 2 min


L'ATTERRAGGIO PIÚ DIFFICILE DEL MONDO
Mettetevi nei panni di un passeggero che, invece di guardare le nuvole dal finestrino, si ritrova a fissare una muraglia di roccia che sembra quasi di poter toccare. Atterrare a Paro, l’unico scalo internazionale del Bhutan il cui territorio è montuoso al 98,8%, non è un semplice viaggio: è qualcosa di non più riscontrabile altrove nell'aviazione moderna. Siamo a 2.200 metri di altezza, ma il punto non è la quota, è che la pista è letteralmente infilata in un imbuto di montag
2 genTempo di lettura: 3 min