

AGDAM, LA CITTÀ CHE NON DOVEVO VEDERE
Stavo discutendo con la mia guida l'itinerario del prossimo viaggio in Armenia — pieno, come al solito, di richieste piuttosto improbabili — quando lui, avendo ormai inquadrato con chi aveva a che fare, decise di sorpassarmi a destra: "Perché non facciamo un salto anche nel Nagorno-Karabakh?". Un salto. Come se si trattasse di un paesino qualunque fuori percorso, e non di un territorio che dal 1988 al 1994 aveva vissuto una guerra con l'Azerbaijan costata trentamila morti e o
15 ago


MURI SENZA VELI
C'è un momento, per chi arriva in Bhutan la prima volta, in cui l'occhio si blocca davanti a una facciata di casa e il cervello impiega qualche secondo in più del solito per elaborare quello che sta vedendo. Cervi stilizzati, motivi floreali, la ruota del dharma, finestre di legno intagliato dipinte con una cura da miniatura persiana. E poi, tra la porta e le finestre, due falli grandi come un adulto, ciascuno con un nastro blu annodato alla base, due occhi disegnati, un ghig
4 ago


IL RISO DEL MATTINO
Sono le cinque e un quarto, forse le cinque e venti, a Mandalay il tempo non ha mai questa precisione qui, e io sono già in piedi davanti al Mahagandayon, il monastero più grande — o forse è solo il più fotografato, il che a volte è un'altra cosa. Il cielo non è ancora cielo, è quella cosa grigio-lavanda che precede l'alba nel sud-est asiatico, e nell'aria c'è già l'odore del riso che bolle in pentoloni enormi, misto a quello un po' acre della legna bruciata. I monaci escono
1 ago