CONFUCIO E QR CODE - IX
- 10 mar
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 1 giorno fa
Riprendiamo la visita del grazioso villaggio di Nuodeng, nonostante le impegnative stradine a gradoni. Dapprima siamo al Tempio del Dragone che in tutta la Cina è il luogo dove chiedere la pioggia, qui invece serve per chiedere che non piova perché questo peggiorerebbe la qualità della salamoia da cui viene estratto il sale che ha reso Nuodeng una città ricca fin dal lontano passato. Poi visitiamo l'antico pozzo dal quale tutto è nato e poi vediamo degli abitanti che ancora si occupano di estrarre il sale in questa maniera, facendolo bollire per ore. Il tutto passando da un'antica abitazione all'altra fatte di cortili, poster di Mao Zedong e vecchi ma fascinosi mobili ma soprattutto scoprendo dove viene fatto essiccare quello che, se non è l'oro di Nuodeng, almeno ne è l'argento: il prosciutto crudo. Ci imbattiamo in un paio di locali dove sono appesi a decine, sembra quasi di essere in una gastronomia del Quadrilatero di Bologna, un possibile gemellaggio tra Emilia-Romagna e Cina grazie al maiale.

La visita successiva è al villaggio di Taiji che prende il nome dal simbolo dello Yin e dello Yang perché è stato volutamente realizzato con questa forma. Il villaggio è costituito da case moderne quindi non lo visitiamo e ci rechiamo direttamente in bus presso il belvedere dal quale si ha la perfetta visione dall'alto dell'atipica forma del villaggio, unica in tutta la Cina.

Dopo questa visione spettacolare è il momento di tornare a Da Li, la città moderna che assieme a numerosi villaggi sorge attorno al Lago Erhai. Dopo aver scaricato i bagagli in albergo, ci richiamo a visitare il centro storico di questa città dal ricco passato (era capitale di un regno quando Kublay Khan la conquistò nel XIII secolo e la fece diventare per sempre parte della Cina Imperiale) e abitata in prevalenza da gente di ceppo Bai, di cui la nostra guida, anch'essa Bai, ci racconta usanze e tradizioni. Dapprima visitiamo la sorprendente chiesa cattolica cristiana che assomiglia in tutto e per tutto a un tempio cinese, fatta eccezione per la croce che ne sovrasta il tetto. In seguito visitiamo una delle porte cittadine. Ma quello che ci diverte di più è passeggiare nelle vie del centro e vedere come i locali si divertono e passano le serate nel centro storico della città che pullula di vita e di negozi di tutti i tipi. Anche qui non mancano le ragazze agghindate con costumi presi a noleggio per farsi fotografare, chi da un fidanzato e chi da un'amica con la stessa velleità. Sono entrato in un paio di questi negozi e ho visto decine di abiti da noleggiare, nonché spogliatoi e sale trucco, frequentati non solo da ragazze, c'era perfino una ragazza in diretta che probabilmente spiegava tutto ai suoi follower.

Dopo l'ennesima cena luculliana in un bel ristorante realizzato restaurando antiche abitazioni tradizionali con cortili e con pareti ancora arredati da vecchi manifesti maoisti, con alcune specialità locali che non avevamo ancora assaggiato in precedenza, il gruppo si disperde per le vivaci strade del centro per i classici acquisti di fine viaggio.



Commenti