CONFUCIO E QR CODE - VII
- 8 mar
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Prima visita di giornata al Datangjing, un antico pozzo ancora in uso a Jianshui, per lungo tempo una delle sorgenti d'acqua dolce più importanti della città. Jianshui, infatti, sorge in una zona dove l'acqua potabile era storicamente un bene prezioso (tutt'ora in tutta la Cina l'acqua dei rubinetti è solitamente non potabile) questo pozzo è da secoli il cuore pulsante dell'approvvigionamento idrico locale. La gente ci veniva (e in parte ci viene ancora) a riempire i secchi di colore rosso messi a disposizione per poi travasarne il contenuto nelle proprie taniche.

Lì vicino c'è una fabbrica di tofu dove il latte di soia viene dapprima lavorato e poi consegnato a delle donne che, facendo uso di una piccola garza, realizzano - con movimenti rapidissimi - piccoli "mattoncini" di tofu che poi verranno pressati per farne uscire tutto il siero. Nello stesso locale assaggiamo il latte di soia da cui trae origine il tofu. A pochi metri sorge il laboratorio di un ceramista, le cui produzioni riscuotono successo presso i componenti del nostro gruppo.

La tappa successiva è presso il ponte di Shuanglong, un ponte costruito el 1839, dotato di 17 archi e sovrastato da 3 padiglioni, che si specchia nell'acqua con una grazia innata, che sembra fare a cazzotti con la sguaiataggine dei tanti turisti cinesi, attirati dalla Festa della Donna che anche in Cina si tiene l'8 marzo. Il risultato? Centinaia di visitatori e decine di gruppi di donne in abito tradizionale, chiassose e sorridenti, alcune dei quali si sono anche prodotte in brevi danze direttamente sul ponte.

Nel pomeriggio siamo a Tuanshan, antico villaggio Han rimasto quasi intatto nel tempo. Fondato intorno al XVII secolo da famiglie di mercanti e funzionari, Tuanshan è un concentrato di architettura residenziale tradizionale Han: cortili interni, simmetrie rigorose, e soprattutto intagli, ovunque. Porte, finestre, travi, pareti: tutto finemente lavorato con una pazienza e una perizia che manderebbero in sollucchero un amante del legno lavorato. Non a caso, il villaggio è stato inserito tra i borghi storici protetti della Cina. Ma la cosa che più mi ha colpito è stata quella di vedere questi capolavori assoluti, spesso abitati da vecchi contadini, trattati dai loro proprietari come il più banale dei ripostigli: sacchi di granaglie, utensili agricoli arrugginiti, pezzi di legno e qualsiasi altra cianfrusaglia buttata dove capita o lasciata dove è stata usata l'ultima volta, appoggiata a finestre finemente intagliate o portali di legno che hanno qualche secolo di vita.
Poi qualche centinaio di chilometri di strada e si rientra a Kunming.



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