top of page

IL PASTO DELLE SORELLE FRA I MIAO DI SHIDONG

  • 27 feb
  • Tempo di lettura: 4 min

Qualunque cosa accada in Cina nasce da una leggenda. La Festa del Pasto delle Sorelle non fa eccezione: un vecchio, una moglie, tre figlie belle che si ammalano d'amore sulle sponde di un fiume. Zhang Guolao, divinità barbuta con un tamburo di bambù, prende possesso del loro spirito e ordina di preparare cinque palle di riso glutinoso colorato con gamberetti, pesce e altri ingredienti particolari. I giovani scendono dalle montagne, le ragazze distribuiscono il riso, ognuna trova il marito. Fine della leggenda, inizio della festa.



Ragazzina ricoperta di argento
Ragazzina ricoperta di argento


Ogni anno, al quindicesimo giorno del terzo mese lunare, Shidong — nella contea di Taijiang, provincia del Guizhou — ospita la versione più spettacolare di questa celebrazione. I giorni precedenti, le ragazze si spargono per i boschi e i prati dei dintorni a raccogliere fiori e bacche per tingere il riso glutinoso nei colori rituali: rosso, giallo, bianco, blu, nero. Preparano le loro palle di riso in grandi quantità, ci nascondono dentro dei simboli, le raccolgono in fazzoletti o cestini curandosi di tenerle ben riconoscibili. Nel frattempo, le nonne lustrano l'argenteria: collane, braccialetti, anelli, pendagli, cavigliere, spilloni, pettini, corone a forma di fenice. I Miao credono che l'argento, rappresentando la luce, allontani gli spiriti maligni, e lo considerano anche simbolo di bellezza e benessere. Le ragazze in età da corteggiamento ne indossano svariati chili, al punto che molte famiglie arrivano a Shidong in barca o in camion e vestono le loro figlie direttamente sulla riva del fiume Qingshui, perché camminare a lungo con quei costumi non è esattamente agevole.



Le anziane non sfoggiano l'argento
Le anziane non sfoggiano l'argento


Gonne ricamate, camicie, grembiuli, giacche: tutto è ornato di minutissimi ninnoli in argento. I colli circondati da svariate collane alle quali si reggono medaglioni, perline, pendagli. Gli abiti più elaborati — corone comprese — sono ricamati dalle ragazze stesse, e sono anche uno dei modi in cui dimostrano di saper tenere casa, insieme alla qualità del riso preparato. Sugli abiti appaiono gli animali della cosmogonia Miao: secondo la loro leggenda il popolo discende da un uovo di farfalla trovato su un acero. Dalla farfalla nacquero Jiangyang, il Dio del Tuono Leigong, un bufalo d'acqua, un serpente, un drago, una tigre, un centopiedi, un elefante e quattro auspici — ognuno di questi simboli ricorre nei tessuti della festa.

Alla festa convergono partecipanti da villaggi remoti, i ragazzi hanno la libertà di scegliere dove andare in cerca delle "sorelle del riso". Per ricevere le palle di riso devono però guadagnarsele: esiste una gara di canto di corteggiamento, e solo chi si distingue ha diritto al premio. Il sistema dei messaggi nascosti nel riso è il momento che tiene tutti col fiato sospeso: è impossibile sapere cosa c'è dentro senza mangiarle. Uno spino di bambù significa "Continuiamo a sentirci", germogli di mogano, bacchette o pistilli di fiori rossi sottintendono "Sposiamoci subito!", una singola bacchetta, oppure aglio o peperoncini "Trovati qualcun altro!". Quest'ultimo messaggio viene recepito senza particolare dramma: i rifiutati vanno semplicemente a provare con altre ragazze. Il sistema garantisce inoltre alle ragazze una discrezione totale: nessuno sa a chi è destinata quale pallina.



L'argento protegge dagli spiriti maligni, quindi è ideale per i bambini
L'argento protegge dagli spiriti maligni, quindi è ideale per i bambini


Nel frattempo gli anziani assistono ai combattimenti di galli, fanno affari nel mercato che dura da mattina a sera, girano in canoa sul fiume. Poi vanno al combattimento dei tori, dove le scommesse circolano liberamente. Il toro vincitore, con polli, anatre, nastri rossi e fiori appesi alle corna, viene portato in trionfo nell'arena e poi in città, infine lavato nelle acque del Qingshui.

Da Shidong parte una lunga processione che raccoglie non solo le ragazze in età da marito ma anche le donne sposate, le anziane, le militari, e confluisce verso la spiaggia ghiaiosa del fiume in un frastuono di folla, bancarelle e tamburi. Nel tardo pomeriggio la gente rientra alla spicciolata, insieme ai pochi turisti occidentali e ai chiassosi fotografi cinesi. Questo è anche il momento in cui le agenzie di viaggio smettono di chiamarla "il San Valentino dei Miao" — definizione che circola abbondantemente nel marketing turistico, e che rende l'idea senza però rendere del tutto giustizia a tre giorni di mercato, combattimenti, bevute di vino di riso fatto bere da un corno d'animale e riso cotto nelle canne di bambù.



Adesso, che tutti hanno il telefonino, mantenere i contatti è più facile
Adesso, che tutti hanno il telefonino, mantenere i contatti è più facile


La sera i festeggiamenti raggiungono il loro apice. Senza i costumi indossati nelle ore di luce, le cose diventano più autentiche. Tutti confluiscono nello spiazzo centrale dove si erigono grandi falò e si siedono a tavola. Più tardi, i giovani che si sono piaciuti si inerpicano su per le colline in cerca di angoli tranquilli dove corteggiarsi cantandosi l'un l'altro canzoni d'amore. Sul bus che mi aveva portato a Shidong avevo notato un paio di ragazzi, silenziosi e perennemente intenti sul cellulare. Li avevo ritrovati sullo stesso mezzo che ho preso per proseguire il viaggio, e solo allora ho capito: erano giovani Miao arrivati da chissà dove per la festa, e probabilmente in quel momento, indaffarati sui loro telefoni, stavano già mandando messaggi a qualche ragazza appena conosciuta. Il Pasto delle Sorelle, evidentemente, funziona ancora, si è solo spostato anche su un altro schermo.

Commenti


Copyright Roberto Cornacchia 2007-2026

bottom of page