top of page

IL DONGA DEI SURI

  • 1 mag
  • Tempo di lettura: 4 min

Il donga, chiamato anche saginay in lingua Suri, è un combattimento con i bastoni praticato dai Suri e dai Mursi dell'Etiopia meridionale - due popoli agropastorali seminomadi, imparentati tra loro, che vivono nella regione di Kibish ai confini con il Sudan del Sud. In una società in cui gli uomini girano abitualmente con un kalashnikov a tracolla, il donga è paradossalmente il modo meno cruento per dirimere questioni e misurare il proprio coraggio, soprattutto davanti alle ragazze in cerca di un marito che ne abbia. L'evento a cui ho assistito a Suri Kibish era stato organizzato per la disputa della mano di una ragazza. Si erano poi aggregati giovani non direttamente coinvolti, venuti unicamente per mettersi in mostra. In un angolo in disparte, come in una fiera paesana, era esposta con cura la pelle di un leone ucciso di recente.



Il "donga": un'arena nel cuore della savana
Il "donga": un'arena nel cuore della savana


Ero circondato da bambini fin dall'inizio - cosa normale, da quelle parti, per uno straniero - e cercavo di muovermi tra la folla tenendo d'occhio gli "ufficiali di gara" che facevano roteare i bastoni per tenere il pubblico a distanza dagli scontri. L'attenzione che richiedeva quella doppia vigilanza - non perdere le inquadrature e nemmeno una bastonata in faccia - era tale che non mi sono accorto di niente. Qualcuno, probabilmente uno di quei bambini, mi aveva sfilato il portafoglio con i contanti per le mance e, soprattutto, il passaporto. Me ne sono reso conto solo dopo.



Un combattente si prepara psicologicamente all'imminente scontro
Un combattente si prepara psicologicamente all'imminente scontro


Il donga si tiene nel periodo successivo alle piogge, di norma a giugno o tra luglio e settembre, quando c'è abbondanza di cibo e gli uomini sono al massimo della forma. Prima degli scontri i combattenti bevono il dokai, una bevanda ottenuta facendo bollire la corteccia di un albero specifico nell'acqua - la bevono e la vomitano subito, espellendo con essa le impurità. Da quel momento non mangiano fino alla mattina successiva. I gruppi, composti da venti o trenta elementi ciascuno, arrivano a piedi anche da villaggi lontani chilometri. Prima degli scontri cantano e ballano per caricarsi - e più o meno indirettamente per irridere gli avversari. Si presentano praticamente nudi, senza la coperta che di solito è il loro unico indumento. Alcuni portano protezioni ricavate da vegetazione intrecciata su testa, ginocchia, stinchi, gomiti e collo; altri, i più esperti o i più sbruffoni, entrano a torso nudo e senza nulla, esibendo le cicatrici degli scontri precedenti come un curriculum. Alcuni portano al collo collane regalate dalle ragazze alle quali dedicano la prova.



Nel "donga" il sangue scorre
Nel "donga" il sangue scorre


Gli scontri sono uno contro uno, anche se più coppie possono combattere simultaneamente. I bastoni misurano circa due metri. C'è una breve fase di studio in cui i due avversari si valutano a vicenda - tendenzialmente si scelgono per stazza similare - e se decidono di affrontarsi cominciano a scambiarsi brevi serie di colpi violenti, quattro o cinque, finché gli arbitri non li separano perché ormai troppo ravvicinati. Chi subisce un colpo duro non può permettersi di mostrarlo: la risposta codificata è l'indifferenza ostentata, il sorriso, qualche passo di danza. Alcuni scontri si chiudono in pochi colpi quando la differenza di potenza è evidente; altri vanno avanti per decine di minuti. Colpire un avversario a terra è severamente vietato. Il rischio più serio non è il bastone in sé ma l'escalation: preso dall'eccitazione, qualcuno dei presenti potrebbe decidere di fare uso delle armi da fuoco, che in questa zona non mancano. Il donga serve anche da preparazione alla lotta vera, visti i conflitti ricorrenti con i Nyangatom, il popolo confinante con cui i Suri si scontrano periodicamente per le risorse.



Le articolazioni vengono protette, il corpo nudo viene dipinto ed esibito come prova di coraggio
Le articolazioni vengono protette, il corpo nudo viene dipinto ed esibito come prova di coraggio


In occasione di quel donga ho conosciuto un campione della disciplina che godeva di una fama tale da essere di fatto escluso dalla competizione: quando i rivali sapevano che avrebbe partecipato, si ritiravano. Fungeva da arbitro, e gli veniva tributato un rispetto visibile. Era sensibilmente più basso degli altri combattenti, ma anche fisicamente più massiccio — il tipo di costruzione che negli sport da combattimento si riconosce a occhio.



La furia dello scontro negli occhi di un combattente
La furia dello scontro negli occhi di un combattente


Poi ci fu la questione del passaporto. Andammo a denunciare il furto alla stazione di polizia locale, dove il comandante era rigorosamente di un'etnia diversa da quella del posto - sennò certi episodi tendono a diventare affari di famiglia. Proseguii il viaggio con un'altra guida e un altro driver, mentre la mia guida precedente sarebbe tornata in quella zona qualche giorno dopo. Ero già mentalmente rassegnato a dover perdere l'aereo e passare dall'ambasciata a fare i documenti quando arrivò la telefonata: il passaporto era stato ritrovato, insieme a cinquanta euro. Solo allora scoprii che nelle lunghe spiegazioni che la mia guida aveva fornito al poliziotto, era stata pattuita una taglia sul ritrovamento del passaporto - guarda caso, esattamente cinquanta euro. Chissenefrega: fu un prezzo adeguato per aver assistito a qualcosa che mai dimenticherò.

Commenti


Copyright Roberto Cornacchia 2007-2026

bottom of page