DISPACCI DALLA MAURITANIA - VI
- 23 gen
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Aggiornamento: 7 giorni fa
Ripartiamo da Ouadane per tornare ad Atar, lungo una pista che attraversa paesaggi meno spettacolari di quelli visti all'andata ma oggi di km da percorrere ce ne sono diversi e quindi va bene così. Arriviamo ad Atar verso le 11:00, troppo presto per fermarci a pranzo, ma il mercato è vivacissimo e, mentre ci facciamo preparare del cibo da asporto, mescolarsi insieme ai locali è uno spasso. Usciti dalla città, dopo esserci ben inoltrati nel deserto, ci fermiamo in mezzo al nulla, su una stuoia all'ombra di un'acacia, a consumare il nostro pasto come fanno i nomadi. Il "ristorante" più bello dell'intero viaggio.

Il nostro cammino riprende fino al remoto villaggio di Choum dove ci fermiamo per fare rifornimento e veniamo assaliti da un nugolo di bambini curiosi. Lì incontriamo anche la ferrovia del famoso "treno del deserto", l'unica del paese. A pochi km da Choum c'è una galleria ferroviaria, senza binari. Negli anni '60, i Francesi, chiesero agli Spagnoli (che all'epoca controllavano il Sahara Occidentale) il permesso di passare nel loro territorio per appena 5 km, allo scopo di aggirare una piccola catena montuosa dall'altro lato. Gli Spagnoli chiesero in cambio condizioni ritenute inaccettabili ai Francesi che allora decisero di traforare la montagna per 2 km. Il tunnel venne realizzato e utilizzato fino al 1991, quando la Mauritania raggiunse un accordo con il Fronte Polisario che controllava quella parte di Sahara Occidentale e realizzò finalmente quei 5 km richiesti tempo prima. Il tunnel cadde in disuso e da allora viene considerato dai locali un "monumento alla stupidità europea in Africa".
Il monolite di Ben Amera
Finita la visita torniamo a Choum e da quel momento in poi sarà solo deserto, prendendo come unico riferimento la ferrovia. Viaggiando in mezzo ai surreali paesaggi desertici, giungiamo ai piedi del remoto Ben Amera, un gigante di pietra che si erge, muto e imponente, quale maggiore monolite africano, secondo per grandezza al mondo solo a Uluru, in Australia. Visitiamo anche Ben Aisha, l'altro monolite più piccolo che, secondo la leggenda locale, era la moglie del Ben Amera e ne ammiriamo le sculture moderne scolpite direttamente sulle rocce ai suoi piedi. Rientriamo verso il Ben Amera per gustarci lo spettacolo della luce del sole che lo accarezza un'ultima volta prima di coricarsi e pernottiamo ai suoi piedi, in un campo tendato spettacolare non solo per l'ubicazione. La presenza del monolite, così prossima alle nostre tende, pervade l'intero accampamento e sembra quasi di addormentarsi sapendo di avere un gigante buono che protegge il nostro sonno.







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