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DISPACCI DALLA MAURITANIA - V

  • 22 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 7 giorni fa

La partenza da Chinguetti avviene un po' in ritardo perché qualcuno intravede un piccolo nugolo di "melhafas" azzurre: sono ragazze con la divisa scolastica e ci avviciniamo. In men che non si dica, siamo circondati dalle stesse e da altri ragazzini che chiedono di essere fotografati. Anche qua i social cominciano a diventare popolari: i ragazzini mi chiedono il numero di telefono perché vogliono che gli mandi le foto tramite WhatsApp, una ragazza addirittura mi strizza l'occhio mentre la fotografo, cose impensabili anche solo pochi anni fa e che danno la misura di quanto il mondo corra veloce pure nella Mauritania più profonda.


Non tutte le ragazze mauritane sono timide
Non tutte le ragazze mauritane sono timide


Dopo aver tributato un ultimo sguardo a Chinguetti, volgiamo il muso dei nostri fuoristrada ancor più verso il remoto Oriente del paese. Mentre tra Atar e Chinguetti c'è da sempre una larga pista (che ora stanno asfaltando), da Chinguetti a Ouadane ci sono solo traiettorie nel deserto. Procedere in questi spazi infiniti è un esercizio non meno affascinante di quello di ammirarne il mutevole paesaggio: tratti sabbiosi pianeggianti che si alternano a dune, saltuarie rocce, a tratti alberi e cespugli. Gli autisti sembrano divertirsi come bambini in un parco giochi, non a caso in mezzo a delle alte dune ci imbattiamo in alcuni turisti che scorrazzano su dei quad portati fin qua da appositi camion.


Palme, dune e dara'a
Palme, dune e dara'a


Più o meno a metà strada facciamo sosta a Tanouchert, dove dopo il canonico tè e la non meno scontata tentata vendita di souvenir, c'è tempo per gironzolare nel piccolo villaggio, che sorge in un punto in cui dune e palme si abbracciano come non capita così spesso. Riprendiamo il percorso e dopo qualche sosta per godere dei vari scorci di deserto che ci scorrono sotto gli occhi, intravvediamo Ouadane, altra città carovaniera e patrimonio dell'UNESCO.


Incontro a Ouadane
Incontro a Ouadane


A differenza di Chinguetti, Ouadane ha la parte vecchia della città completamente in rovina, benché emanante un certo fascino. Il sito più interessante è l'antica moschea, divisa in navate da begli archi ma senza tetto, un santuario del silenzio. Dalle rocce ogni tanto spuntano delle procavie delle rocce (che sembrano dei grossi roditori ma non lo sono) per poi rifugiarsi in tutta fretta negli anfratti. Ma la parte più divertente è la Città Nuova, dove la gente - benché numericamente pari alla popolazione di Chinguetti - si conferma più presente e vivace che nella più famosa "cugina". Nel tardo pomeriggio, quando le incombenze quotidiane lasciano il campo a momenti di socializzazione, la gente del posto si siede a bordo strada, spesso in piccoli gruppi, a guardare chi passa. Bambini in ogni dove e che spesso corrono dietro a un pallone, ragazze meno timide che altrove, perfino alcuni anziani - spesso i più ritrosi - che si lasciano fotografare di buon grado. Ouadane è una cittadine sorridente.

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