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DISPACCI DALLA MAURITANIA - IV

  • 21 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 23 mag

Viaggiando ancora in direzione est, facciamo un vertiginoso salto temporale nel visitare le antiche pitture rupestri di Agrour, risalenti a circa 6.000 anni fa, nelle quali sono riprodotti elefanti, giraffe e antilopi, animali che non popolano più queste terre da tempo immemore. Un sito archeologico decisamente più importante rispetto a quello vicino - dista circa 1 km - di Amojar, che presenta poche pitture ma che è incastonato in uno scenario da urlo: un insieme di enormi massi nerastri, poggiati su sabbia ocra, che si affacciano su un dirupo che apre lo sguardo su una gigantesca vallata circondata da bastioni rocciosi. Sembra di essere sul set di un film western. Continuando la breve salita si giunge in una terrazza naturale che in passato fu luogo di riunione delle tribù locali, come testimoniano i simboli incisi a piedi di una roccia che si erge come un pulpito e vibra ancora delle parole pronunciate dai capi-clan per determinare il destino dei propri popoli.


La polverosa pista che va a Chinguetti
La polverosa pista che va a Chinguetti


Proseguendo, giungiamo nella leggendaria Chinguetti, mitico avamposto delle carovane e settima città santa dell'Islam, oggi protetta dall’UNESCO quale tesoro dell’umanità. Dopo un pranzo ristoratore, ci inoltriamo in una delle 12 antiche biblioteche private (in passato erano molte di più) che costituiscono il vero tesoro della città, polverosi sacrari della conoscenza dove fragili manoscritti custodiscono la sapienza dei secoli. Il bibliotecario maneggia gli antichi tomi con guanti di cotone e ci mostra pagine, più o meno riccamente decorate, di testi sacri ma anche di trattati di grammatica e geometria. Poi ci inoltriamo nei vicoli di sabbia circondati da alte mura a secco della città vecchia, il cui edificio più significativo è l'iconico minareto.

 


Sabbia e roccia ad Amojar
Sabbia e roccia ad Amojar


Chinguetti è una città in declino, in cui la popolazione stanziale (oggi sui 4.000 abitanti) vede il deserto impossessarsi lentamente degli edifici e ormai rimane attraente solo per i turisti e i vacanzieri mauritani che nel periodo della raccolta dei datteri, in agosto, abbandonano le città in cui vivono per riassaporare qua i ritmi di vita di un passato che ancora aleggia sulla città.



La sabbia sempre più incombente delle stradine di Chinguetti
La sabbia sempre più incombente delle stradine di Chinguetti

 

Più tardi ci rechiamo presso il vicino villaggio che fu il primo nucleo abitato della zona, costruito nel 777. Nel 1260 sorse la Chinguetti che abbiamo visitato e nel 1917 la parte nuova della città, al di là di quello che sembra un enorme wadi. Quando l'ora è propizia, ci spostiamo sulle alte dune a ridosso della città e qui attendiamo la discesa del disco solare in compagnia, per la prima volta , di un nutrito numero di turisti.

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