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CONFUCIO E QR CODE - III

  • 4 mar
  • Tempo di lettura: 3 min

Quando mettiamo piede fuori dall'albergo spioviggina, quel tipo di pioggia indecisa che non è abbastanza seria da giustificare un cambio di programma ma abbastanza fastidiosa da rendere tutto leggermente scomodo. Per fortuna arrivati a destinazione aveva già smesso, e ci siamo infilati tra i campi di colza con la macchina fotografica in mano tra fiori che a volte ti sovrastano in altezza. Poi giungiamo alla collina più alta della zona, 150 metri di scale di legno, costellate di view point da cui si godono paesaggi che tolgono il fiato. O forse è più la salita? Dall'alto il paesaggio ha cambiato completamente scala. I campi si distendono a perdita d'occhio, e tutt'intorno le colline carsiche si alzano appuntite, una dopo l'altra, ciascuna leggermente più lontana e leggermente più sbiadita della precedente, in quella successione di piani che ricorda i classici dipinti montuosi cinesi del passato. L'unica variante è che il verde ha preso il sopravvento sul giallo: un inverno insolitamente mite cha fatto fiorire la colza con quasi una settimana di anticipo, e la classica immagine da cartolina di Luoping — quella distesa d'oro che cercavo e che nemmeno nel mio viaggio precedente avevo visto — ha preso ancora una volta sembianze inaspettate. Ottima scusa per riprovarci quanto prima.


I campi di colza di Jinjifeng Cong
I campi di colza di Jinjifeng Cong


La visita seguente è presso le cascate di Jiulong, una successione di 9 cascate nel giro di 4 km. Il nome della cascata si traduce in "Nove Dragoni", a cui ovviamente è legata l'ennesima leggenda. Il parco ospita giganteschi bambù, un piccolo zoo e un "giardino musicale" con buffi altoparlanti di finta roccia che diffondono musica popolare cinese. Più avanti c'è l'inevitabile stand dove le locali si agghindano con costumi etnici per farsi fotografare. Tutto un po' pacchiano ma anche profondamente cinese. Meno male che le cascate sono belle, soprattutto la più alta (56 metri altezza e 100 di larghezza) sotto la quale una parte del gruppo va a farsi un'inevitabile doccia a bordo di una zattera di bambù, dalla quale rientra col sorriso dei bambini contenti di aver combinato una marachella.


Sotto le cascate di Jiulong
Sotto le cascate di Jiulong


Dopo pranzo visitiamo il Duoyi River Scenic Area, un posto che sembra esistere a un ritmo completamente diverso. Il fiume scorre lento e cristallino (famoso per la trasparenza delle sue acque color smeraldo) per dodici chilometri tra alberi antichi che si piegano sull'acqua e con decine di piccole cascate disseminate lungo il percorso, quasi come se il fiume non avesse fretta di compiere il suo percorso. Lungo la stretta strada che lo fiancheggia, scorre la vita agricola dei Bouyei: una donna in abito tradizionale raccoglie foglie di felci dalla riva, due uomini seminudi trascinano una rete da pesca in mezzo al fiume, più avanti delle donne, anch'esse in acqua, setacciano con attenzione le basse acque e ogni tanto raccolgono qualcosa, non ho capito cosa. Sulla strada, a fianco di un vecchio ma funzionante sistema di mulini d'acqua, passano personaggi locali come un uomo che conduce un asino carico di fogliame e un simpatico pescatore che ci mostra il frutto della sua giornata, nella speranza che compriamo qualcosa.


Il simpatico pescatore
Il simpatico pescatore


Chiudiamo con la visita a un vicino villaggio Bouyei, dove ci imbattiamo in una decina di donne, vestite in abito tradizionale come per un evento, su un ponticello che vogliono farsi fotografare in nostra compagnia. Ma nel villaggio la modernità sembra ormai aver preso il sopravvento sull'architettura tradizionale: gli edifici ormai sono tutti in muratura, ad eccezione di quelli prospicenti alla piazza principale, che paiono uffici. Fa eccezione una vecchia casa di legno, in cui due donne locali adulte che indossano il vistoso copricapo simile a un turbante (la guida ci confida che ormai le giovani non vestono più così) e che si lasciano fotografare all'opera su un vecchio telaio. Torniamo in albergo dopo una lunga ma interessante giornata.

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