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DISPACCI DALLA MAURITANIA - II

  • 19 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Aggiornamento: 7 giorni fa

Volgiamo le spalle alla capitale per intraprendere un lungo trasferimento in direzione delle terre orientali di questo sterminato paese, desertico al 75%. Lungo il percorso, scandito dalla consegna dell'elenco dei passaporti ai numerosi posti di blocco della polizia (una misura di sicurezza ormai solo di facciata nelle zone che attraversiamo ma ugualmente richiesta), incrociamo una transumanza di greggi di pecore che si susseguono nell'attraversare un territorio di un piattume desolante. A pranzo facciamo tappa presso la cittadina di Akjoujt, dove, seduti a terra, abbiamo il nostro primo vero contatto con la cucina locale, priva delle influenze occidentali inevitabili nella moderna capitale: montone (con o senza stufato di verdure), riso, pane e l'immancabile tè, preparato alla maniera locale versandolo di bicchierino in bicchierino fino a farlo diventare schiumoso, zuccheratissimo ma ugualmente con un retrogusto amaro. Un rito che ci accompagnerà per tutto il viaggio.


Street scene a Noaukchott
Street scene a Noaukchott


Ripartiti, poco dopo abbandoniamo l'asfalto, sgonfiamo le gomme e il deserto diventa l'assoluto padrone. Attraversando paesaggi che alternano glabre radure a tratti sabbiosi ma con più vegetazione. Improvvisiamo soste presso dei piccoli villaggi: c'è chi ha la bancarella pronta per proporre le sue mercanzie ai pochi turisti di passaggio e chi invece ci viene incontro sorridente, con tutta la famiglia al seguito, solo per il gusto di interagire un po' con degli stranieri. Dopo una breve pausa presso un angolo di deserto che, non si capisce il perché, ha un pugno di dune di colore bianco a differenza di tutte le altre che sono arancioni, giungiamo al cospetto delle colossali dune di Azoueiga, cattedrali di polvere dorata le cui curve sono disegnate dal vento, stasera piuttosto forte, in un modo che le fa sembrare onde impetuose surrealmente immobili. Si sale con un po' di fiatone, cercando di mettere il piede sulle zone di sabbia più compatta, benché questa scorra veloce e non tardi a cancellare le orme di chi ci ha preceduto nell'ascesa. Il tramonto non è indimenticabile, ma il paesaggio è talmente maestoso che ci ripaga ugualmente della salita. Scendiamo, prendiamo possesso delle tende assegnateci e ceniamo in una tenda spaziosa. Chiudiamo la giornata con il solito tè, stavolta preparato da uno dei nostri driver al lume di un falò, com'è d'uso negli accampamenti, prima di trascorrere la notte in tenda.



Le sinuose curve di Azoueiga
Le sinuose curve di Azoueiga



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