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LE RISAIE TERRAZZATE DI YUANYANG

Le risaie terrazzate di Yuanyang, nello Yunnan meridionale, sono (giustamente) considerate le più belle del mondo, non a caso nel 2013 sono diventate il 44esimo sito UNESCO della Cina. I verticali terrazzamenti (in alcuni punti la pendenza raggiunge il 75%), che si sviluppano tra i 140 e i 3.000 metri sul livello del mare, sono considerati un capolavoro di ingegneria agricola e paesaggistica. Sono il frutto del lavoro incessante della minoranza etnica degli Hani, che in oltre 1.300 anni hanno sviluppato il complesso sistema irriguo che porta l'acqua dalle foreste in cima alle terrazze inferiori.

Il segreto della millenaria sopravvivenza di Yuanyang risiede nel sistema "quattro in uno", un ciclo idrologico perfetto che inizia sulle vette dei monti Ailao. Qui, le fitte foreste catturano l'umidità delle nubi, agendo come un serbatoio naturale che rilascia costantemente acqua verso i villaggi sottostanti. Gli abitanti utilizzano questo flusso per le necessità quotidiane, permettendo all'acqua di caricarsi naturalmente di nutrienti organici generati dagli animali allevati prima di riversarsi nelle risaie. I terrazzamenti, disposti a cascata, sfruttano la forza di gravità per distribuire l'acqua e il concime fino a valle, dove il liquido in eccesso confluisce nel Fiume Rosso. Da qui, il calore solare ne provoca l'evaporazione, trasformando l'acqua in nuova pioggia e nebbia che torna a nutrire le foreste in cima, chiudendo un cerchio ecologico ininterrotto da tredici secoli. Nelle risaie vengono anche allevate carpe e altri piccoli pesci, oltre a essere il luogo prediletto dalle anatre che, mangiando insetti e lumache, mantengono le colture in perfetto stato.

A differenza delle risaie di Longsheng, che visitai praticamente in completa solitudine, quelle di Yuanyang hanno raggiunto una grande notorietà presso i fotografi cinesi e il mio problema fu quello di trovare un buon posto dove piazzarsi per scattare delle fotografie. Bisogna quindi presentarsi all'appuntamento col massimo anticipo possibile, pena ritrovarsi davanti decine di fotografi immancabilmente dotati di treppiede (che funge anche da "segnaposto"). Almeno questo è quello che succede se ci si presenta all'alba e al tramonto nelle postazioni migliori: benché siano siti attrezzati con centinaia di metri di balaustra per i fotografi, non sempre sono sufficienti quando le condizione meteo sono ideali e nessuno vuole farsi sfuggire l'occasione. I punti per fotografare al meglio le risaie sono più d'uno, suddivisi tra quelli adatti per l'alba e quelli per il tramonto, ma se si vogliono evitare le grandi folle basta addentrarsi nei piccoli villaggi che punteggiano la zona, tra cui spicca quello di Azheke, uno dei pochi che ha conservato le abitazioni tradizionali con il tetto di paglia a forma di fungo.

Al tramonto arrivai un pelo tardi perché non mi aspettavamo una calca del genere (nelle foto in calce c'è una foto che illustra bene la situazione) ma alla fine riuscii a trovare una postazione valida approfittando di uno che aveva già fatto i suoi scatti e si era spostato per cercare inquadrature diverse. All'alba, pur essendomi mosso per tempo, giunsi che le balaustre erano praticamente già state tutte occupate. Mi posizionai su una scalinata dalla quale avevo una buona visuale ma, ad ogni fotografo che scendeva o saliva, il mio treppiede non poteva che ballare, dovendo quindi attendere ogni volta il momento propizio. Insomma, una faticaccia, ma alla fine, anche con l'aiuto di un sole che per lungo tempo si fece desiderare ma che poi alla fine fece capolino nel modo giusto, qualche bello scatto penso di essere riuscito a portarlo a casa.

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