CERIMONIA DEL sapo - PERÚ
Estratto dal mio libro "Un Basso Romagnolo in Amazzonia"
Stasera si porterà a termine la cerimonia del sapo, rimandata l'altro giorno perché l'anfibio aveva poco veleno da dare alla causa. Stavolta il veleno c'è - non so come se lo siano procurati - alcune sue gocce sono state appoggiate sopra un bastoncino di bambù e poi lasciate essiccare sopra al fuoco, un sistema che ne protrae l'efficacia per quasi un anno. Gli si lascia colare sopra un po' di saliva per "attivarlo" e si procede con la fase finale della cerimonia. Perché la tossina abbia effetto, deve entrare in contatto con la pelle viva, pertanto al figlio dodicenne di Dunu e a Wagner vengono effettuati due "punti": un bastoncino viene messo a contatto con la brace e poi la punta viene appoggiata sul braccio per pochi secondi, sufficienti per far sì che, un paio di minuti dopo, il punto ustionato dal bastoncino si liberi della prima pelle. Agli adulti, talvolta anche alle donne, vengono praticati punti con bastoncini più grossi, fino a un massimo di dodici, a gruppi di tre alla volta nelle braccia e sui lati del petto. Hector dice che una volta si fece fare otto "punti". Poi il veleno attivato dalla saliva viene appoggiato sulle piccole ferite. Il figlio di Dunu appena terminata l'operazione corre al "bagno", Wagner invece deve attendere qualche minuto prima di avvertire i primi effetti: evidentemente in questo non si è esagerato con le dosi. nel giro di pochissimo - dipende da quanta tossina è stata assorbita - il corpo reagisce con vomito, improvviso aumento del battito cardiaco, incontinenza e spesso bava alla bocca. Dopo un periodo più o meno lungo di questi sintomi, si può cadere in uno stato di veglia e allucinazioni oppure di profondo sonno, a senca di quanta sostanza è entrata in circolo. Chi ha sperimentato questa sostanza parla di una sensazione come se il corpo dovesse esplodere. C'è gente - anche occidentali che l'hanno sperimentato - che si è trovata a fare cose inconsulte, come abbaiare o graffiare- Poi dopo un quarto d'ora il corpo si calma ed, esausti, ci si addormenta. Al risveglio ci si sente un essere soprannaturale: si vede nel buio senza sforzo, si ha una forza mai avuta prima, si può correre per ore nella foresta senza stancarsi o restare senza mangiare per alcuni giorni. Si vedono gli animali prima che loro vedano te e si capisce istintivamente quali piante sono buone e quali non lo sono. Per i Matsés è come se il sapo avesse messo il "ritmo della foresta nel sangue". Questa sostanza viene usata dai Matsés da secoli e solo negli ultimissimi decenni si è manifestato un certo interesse da parte degli scienziati occidentali. Dai primi studi pare sia efficace nella cura dell'Alzheimer, del morbo di parkinson e nei casi di depressione acuta, malattie di cui però i Matsés ignorano l'esistenza. Loro, oltre che per migliorare le capacità venatorie, lo danno anche ai pigri, convinti che li farà diventare dei lavoratori, oppure lo assumo, bambini compresi, prima di lunghi trasferimenti o prove impegnative. Rinforza i malati, procura l'erezione ai vecchi, usato sulla vagina può provocare l'aborto oppure accelerare un parto. Una vera panacea.
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