L'HARMATTAN
scritto per Pianeta Gaia: https://www.pianetagaia.it/blog/harmattan​
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L'harmattan, tecnicamente un aliseo tipico dell'Africa Occidentale, condiziona a tal punto il clima nell'area in cui soffia da essere considerato un disastro naturale e da dare il suo nome alla stagione caratterizzata dalla sua presenza.
Il vento si origina nel deserto del Sahara a causa dello scontro tra zone di alta e bassa pressione e da lì soffia sopra tutta l'area circostante, fino al golfo di Guinea, di norma tra la fine di novembre e la metà di marzo, nel periodo in cui c'è meno sole. È talmente potente che la sabbia trasportata viene trovata anche in pieno Oceano Atlantico, a centinaia di chilometri dalla costa africana, e le navi mercantili che solcano le rotte atlantiche si ritrovano i ponti coperti di sabbia sahariana.
Generalmente è costituito da aria fredda ma in alcune località può anche essere caldo, ma non è l'abbassamento delle temperature a renderlo dannoso quanto il fatto che il suo avvento crea condizioni meteorologiche tipiche del deserto: bassissimo tasso di umidità (anche inferiore al 5%) che porta alla completa sparizione delle nuvole e quindi totale assenza di piogge. Inoltre, queste condizioni estreme, danneggiano i raccolti e rendono molto più facile la nascita di tempeste di sabbia e, quando l'harmattan s'incontra coi monsoni, di tornado.
Anche gli effetti sulle persone non sono piacevoli: la bassa umidità può causare perdita di sangue dal naso, labbra screpolate, disturbi agli occhi, problemi respiratori e asma. Sarà forse anche per questo che in Niger si pensa che questo vento abbia la capacità di rendere le persone irritabili.
Come se non bastasse, questo fastidioso evento atmosferico influisce anche sull'economia: la foschia, a volte simile a una fitta nebbia di stampo padano ma in realtà causata dai granelli di sabbia in sospensione, causa milioni di dollari ri danni ogni anno alle compagnie aeree, costrette a cancellare o deviare diversi voli ogni anno. Anche il turismo risente dei suoi effetti, non solo per le peggiorate condizioni climatiche - nonostante il suo avvento abbassi le temperature in periodi che altrimenti potrebbero essere molto caldi - ma anche perché la sua presenza abbassa la visibilità e, a volte, la fotogenia dei paesaggi.​​​




