IL DIPO, RITO DI PASSAGGIO dELLE GIOVANI DONNE KROBO - GHANA
I riti del Dipo sono una serie di celebrazioni eseguite dalla popolazione Krobo e si tengono nella città di Odumase Krobo, la più importante per questa etnia nella regione orientale del Ghana, non lontano dall'area del Lago Volta. Il rito viene effettuato ogni anno nel mese di aprile e segna il passaggio di età delle ragazze Krobo dallo stato di bambina a quello di donna adulta, pronta per essere sposata. In realtà le cose non sempre vanno così: al rito a cui ho assistito io vi erano sia ragazze dall'apparente età di 18/20 anni che bambine veramente piccole, anche di meno di 10 anni. Questo non significa che vengano subito date in sposa, anzi da quel che mi ha spiegato una guida locale, i genitori tendono a far compiere questo rito sempre più presto nel timore che, in seguito, le ragazze si rifiutino di farlo, visto che i giovani sono sempre più restii a seguire questo tipo di tradizione. I genitori, udito l'annuncio del rito, mandano le loro ragazze qualificate al sommo sacerdote. Le ragazze, tuttavia, devono sottoporsi a rituali e prove per dimostrare la loro castità prima di qualificarsi per partecipare al festival: se dovessero risultate incinta o non più vergini, non potrebbero partecipare al rito e per loro sarebbe molto più difficile trovare un marito.
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Il primo giorno dei riti, alle ragazze viene rasata la capigliatura a zero e vestite con un panno intorno alla vita fino all'altezza del ginocchio, arricchite da molti pesanti fili di perline di vetro, un simbolo di ricchezza e status della famiglia di origine. La vestizione viene curata da una "madre rituale" e rappresenta la transizione dall'infanzia all'età adulta. Le ragazze (ora chiamate dipo-yo) vengono fatte sfilare per le strade della città per mostrarle a tutti come iniziate. La mattina presto, il capo sacerdote fa alle iniziate un bagno rituale, per chiedere benedizioni per le ragazze. Poi lava loro i piedi con il sangue di una capra portata dai genitori, per allontanare gli spiriti maligni che potrebbero dare la sterilità. A questa parte del rito non mi è stato concesso di assistere.
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La "prova principe" a cui devono sottoporsi le ragazze parte con una lunga processione che attraversa la città di Odumase Krobo e porta presso una pietra sacra. Prima di questa prova alle ragazze vengono fatti due segni bianchi sulla fronte e poi messa una foglia in bocca, che le ragazze devono tenere per ore tra le labbra, senza proferire verbo. Una volta giunti al luogo sacro, a cui possono accedere solo i sacerdoti che si occupano del rito, le iniziande devono sedersi sulla nuda roccia: secondo la credenza popolare, una ragazza non vergine non riuscirebbe a superare questa prova perché la pietra comincerebbe a scottare, costringendola a urlare per il dolore. Una volta superata la prova le ragazze tornano tra la folla che le ha accompagnate fin lì, tra le urla di tripudio dei familiari e i colpi di vecchi fucili. Quasi tutte vengono caricate sulle spalle di un familiare che le riporta alla "casa del Dipo" a cui appartengono (ogni clan tiene le proprie cerimonie in un luogo diverso, in contemporanea agli altri), anche a chilometri di distanza, con ancora la foglia stretta tra le labbra. Poche tornano sulle proprie gambe, da quel mi hanno è perché non hanno familiari (o promessi fidanzati) che possono trasportarle. Una volta tornate alla loro "casa del Dipo", riprendono le cerimonie e vengono rifocillate con alimenti rituali, appositamente preparati per l'occasione dalle madri.
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Le ragazze vengono poi ospitate per una settimana, dove ricevono una formazione su come cucinare, fare le pulizie, partorire e occuparsi dei figli. Alle ragazze in età fertile ho visto consegnare, in maniera piuttosto cerimoniosa, un pacchetto di assorbenti femminili a ciascuna di loro. Le madri rituali impartiscono lezioni speciali sulla seduzione e su come i loro mariti si aspetteranno di essere trattati. Uno di questi riti, prevede che alle ragazze venga messa una foglia nelle labbra, che tengono per tutta la durata (ore) di una delle diverse processioni per le vie cittadine: non mi è stato spiegato il motivo ma pare piuttosto evidente il significato implicito di "imparare a stare zitte" in determinate situazioni. Imparano la danza Klama, che viene eseguita l'ultimo giorno dei riti. Dopo una settimana di insegnamenti, vengono rilasciate e l'intera comunità si riunisce per celebrare la loro transizione all'età femminile. Sono vestite con un ricco tessuto kente accessoriato con perline intorno alla vita, al collo e alle braccia. Con canti e percussioni eseguono la danza klama. A questo punto, qualsiasi uomo interessato a una di loro può iniziare a indagare sulla sua famiglia. Si presume che ogni donna che partecipa ai riti non solo rechi onore a se stessa ma alla sua famiglia in generale.​​
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