I SURREALI DEVIL'S MARBLES
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La Stuart Highway è la lunghissima strada che attraversa tutta l'Australia da nord a sud, partendo da Darwin e giungendo fino a Port Augusta. A differenza di quello che si potrebbe pensare dal nome, più che un'autostrada è una strada normale, con una sola corsia per senso e senza divisorio. Anzi, è piuttosto stretta perché in una strada così lunga, dove a malapena ci s'imbatte in un'auto proveniente dalla direzione opposta ogni mezz'ora, si è ritenuto di risparmiare asfalto e quindi, quando s'incrocia un mezzo - specie se questo è uno dei giganteschi road train che possono avere anche quattro o cinque rimorchi - è caldamente consigliabile scendere con la ruota esterna sulla banchina, solitamente ampia alcuni metri.
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Lungo questa infinita arteria stradale di quasi 3000 km, il paesaggio è bello ma non particolarmente vario. Forse è anche per questo che quando, approssimativamente un centinaio di kilometri dopo aver superato Tennant Creek, appaiono i Devil's Marbles, viene spontaneo chiedersi se si è ancora nell'Outback australiano o se, a forza di macinare strada, non si sia per caso giunti su un pianeta alieno. Si finisce per domandarsi se quelle gigantesche sfere rossastre siano rocce, uova di un gigantesco essere o lo scherzo di un burlone capace di sollevare oggetti del peso di svariate tonnellate. Non potrete che rimanere a bocca aperta.
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La cosa più assurda dei Devils Marbles è l'equilibrio che sfoggiano. Alcuni massi di granito, pesanti svariate tonnellate, poggiano su superfici minuscole, sfidando la gravità da millenni. Non sono rotolati lì da una montagna. Si sono formati sottoterra milioni di anni fa. L'erosione ha poi "mangiato" la terra intorno, lasciando solo il cuore duro del granito. Molti massi sono tagliati a metà con una precisione chirurgica, come se qualcuno avesse usato un laser. In realtà è colpa dell'escursione termica: il granito si espande col sole cocente e si contrae col gelo notturno finché, un bel giorno, il masso si spacca come una mela. Per i colonizzatori europei, queste rocce erano così surreali che solo il diavolo avrebbe potuto seminarle lì. Ma per i proprietari tradizionali (popolo Warumungu) del territorio in cui sorgono, il nome è Karlu Karlu, che significa letteralmente "massi rotondi".
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Il parco è una Conservation Reserve e non serve un biglietto per entrare. La foto classica è quella in cui fai finta di sorreggere il masso con una mano. Originalità? Zero. Ma se non la fai, sei davvero stato ai Devil's Marbles? Per i locali è un luogo sacro e vi sono più leggende che ne spiegano la nascita. Questo territorio è di fatto uno dei siti religiosi più antichi del mondo, se si considera che viene venerato da tempo immemore e gli Aborigeni sono ritenuti la popolazione più antica esistente, le cui tracce risalgono a circa 60.000 anni fa, se non prima. Non ci sono molti sentieri obbligati, ci si può arrampicare (con rispetto) tra le rocce e infilarsi tra i corridoi naturali creati dai massi. Sembra di stare nel set di un cartone animato di Willy il Coyote. Come per ogni roccia australiana che si rispetti, al calar del sole il granito si accende di un rosso quasi fluorescente. È il momento magico, prima che arrivino i veri "diavoli": le zanzare.​​​




