CHIEN FU
scritto per Pianeta Gaia: https://www.pianetagaia.it/blog/meraviglie-cina-chien
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Diversi anni fa, mentre mi recavo in Cina, vidi sullo schermo dell'areo uno straordinario documentario sui chien fu, ricco di foto d'epoca ma anche di filmati recenti sui trascinatori di sampan, le tipiche piccole barche asiatiche, cariche di sale, riso e seta che risalivano il corso di alcuni impetuosi torrenti affluenti dello Yangtze, che a miei tempi a scuola ci insegnavano a chiamare Fiume Azzurro.
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Le immagini e le riprese, girate nel torrente Shennong, mostravano scene letteralmente dantesche: corpi completamente nudi, piegati dallo sforzo, che trascinavano lentamente piccole imbarcazioni che, colme di merci, non sarebbero riuscite altrimenti a risalire le tumultuose acque del fiume. Ad aggiungere ulteriore drammaticità al tutto, in alcuni tratti i chien fu erano costretti ad abbandonare le spiagge sassose, non sempre presenti, per continuare il loro duro lavoro su strettissimi sentieri, anche larghi appena 60 centimetri, letteralmente scavati sulle rocce a picco sull'acqua, che tuttora portano le impronte del passaggio di tanti uomini e i segni delle funi sulle rocce. Erano immagini che lasciavano senza fiato, che sembravano uscite dalla fervida mente di uno sceneggiatore di film fantasy.
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La completa nudità di tali lavoratori non era certo un vezzo: si avvolgevano attorno al corpo delle robuste corte fatte di strisce di bambù che, usate su degli abiti bagnati, le mandavano in brandelli in breve tempo oltre a generare malattie della pelle. C'era inoltre bisogno di tuffarsi spesso in acqua per districare le funi che finivano spesso per attorcigliarsi pericolosamente. E i chien fu, più che altro contadini del luogo che si prestavano all'occasione per integrare i non ricchissimi redditi ottenuti lavorando i campi circostanti, non erano né timidi né intenzionati a rifarsi un guardaroba ad ogni pié sospinto. Alcune vecchie foto mostrano perfino donne, anch'esse in costume adamitico. Il ruolo più delicato, ma almeno l'unico che non comportava spaccarsi la schiena, era quello del caposquadra: a prua con un tamburo, dava il ritmo e coordinava i movimenti per evitare che la barca si schiantasse contro le rocce. Un attività così pesante e rischiosa finì inevitabilmente con generare scaramanzie: era severamente vietato fischiare (si credeva che avrebbe chiamato venti avversi) o girare il pesce nel piatto durante i pasti, gesto che simboleggiava il ribaltamento della barca.
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Per anni mi sono chiesto se tale usanza fosse ancora viva (e quindi se andare a cercarla) ma ora so che non è più così, almeno non nella sua forma originaria. La gigantesca diga delle Tre Gole, entrata in funzione nel 2003 e, fino al 2016 la più potente del mondo, ha alterato il livello dell'acqua di tutti i fiumi del bacino dello Yangtze, compreso il torrente Shennong. La minore impetuosità delle acque e la sempre maggiore diffusione dei motori, ha reso i chien fu obsoleti. Inoltre, svolgere il proprio lavoro in completa nudità, se una volta veniva tollerato in una società rurale decisamente remota quale era questa, ora che i turisti, cinesi e non, arrivano anche da queste parti, non avrebbe più avuto molto senso.
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Almeno così pensavo. Nel 2010 il capo dell'Ufficio Turismo della Contea di Badong in cui si trova il torrente, nella provincia di Hubei, annunciò il ripristino di questo tipo di servizio (che però in maniera non ufficiale già veniva comunque garantito), non più per le barche di trasporto merci ma per i turisti, di norma offerto come escursione ai partecipanti alle crociere sullo Yangtze. Dopo alcuni anni in cui la questione ha generato polemiche sulla decenza pubblica e sullo sfruttamento culturale, i chien fu attuali (dei figuranti) non operano più in costume adamitico ma coperti da pantaloncini e/o una camiciola coprente. È stato istituito il Boat Tracker Culture Festival durante il quale, in "onore" delle vecchie tradizioni, viene ripristinato l'antico nude-look e i chien fu cantano gli haozi, canti tradizionali di gruppo per sincronizzare gli sforzi - ritmi lenti per i tratti piatti e ritmi frenetici e gridati per le rapide - oggi considerati patrimonio culturale immateriale in Cina.

(foto tratta da Asianewsphoto)

(foto tratta da Hubpages.com)


(foto tratta da Asianewsphoto)
