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VIAGGIA CON ME

 

 

Non è per niente facile ma ci provo.

 

Non sono un professionista nel settore del turismo, né lo sono mai stato. Scrivo per un paio di blog e ogni tanto vengo inviato in "viaggi stampa" - per chi non lo sapesse, si tratta di viaggi spesati, e non retribuiti, al termine dei quali bisogna scrivere un articolo sui posti visitati - ma il turismo non mi dà da mangiare. I miei viaggi, quelli "veri", logisticamente complessi e spesso in destinazioni poco battute, me li sono sempre pagati di tasca mia, facendo ricorso al mio monte ferie da lavoratore dipendente.

 

Non penso di peccare di immodestia nel considerarmi un viaggiatore esperto. Parlo in maniera sufficiente per viaggiare tre lingue straniere, ho visitato una sessantina di diversi stati - alcuni dei quali più di una volta -, ho viaggiato in completa autonomia sia in paesi industrializzati che in via di sviluppo, ho attraversato paesi coi mezzi pubblici e altri con mezzi a noleggio, ho reperito guide locali per i viaggi in cui necessitavo di un contatto particolare coi locali ma non mi sono fatto mancare - anche se questo risale agli inizi della mia storia di viaggiatore - l'esperienza di viaggi di gruppo organizzati. Ho viaggiato in solitaria, da solo con l'ausilio di guide locali, con la mia compagna, in doppia coppia, con un piccolo gruppo di amici, con viaggiatori conosciuti via web e in numerosi gruppi organizzati da tour operator.

 

Dai miei viaggi ricavo gli spunti per gli articoli che scrivo come blogger, le indicazioni che qualche volta ho fornito agli editori di guide cartacee, le fotografie che trovate in questo sito - che ogni tanto mi riesce di vendere ai media, anche stranieri - e le avventure che sono alla base i miei libri, che qualche coraggioso ogni tanto compra. Sono socio di associazioni culturali sull'arte orientale e africana e in passato, per alcuni anni, ho commerciato in antichità orientali. Insomma, vivo il viaggio nella maniera più completa che posso, non mi limito a collezionare timbri sul passaporto.

 

Non ho mai fatto il tour leader - se non in maniera indiretta quando gli amici mi hanno chiesto di viaggiare insieme "perché per te, che sei stato dappertutto, non sarebbe un problema organizzare questo viaggio" - e non sono neanche così convinto che farlo di professione sarebbe il sogno della mia vita: non so per quanto tempo reggerei nel ripercorrere sempre gli stessi itinerari, nel visitare destinazioni che non mi interessano e nel dovermi interfacciare con turisti per i quali la cosa più importante del viaggio è se in albergo c'è la vasca dell'idromassaggio. Ma ci provo lo stesso perché, anche se i tour operator allargano sempre più il ventaglio delle destinazioni che offrono, molte destinazioni interessanti continuano a rimanere escluse dai cataloghi dei tour operator e delle agenzie viaggio o, se ci sono, hanno prezzi proibitivi. Questo perché chi fa questo mestiere deve andare sul sicuro proponendo destinazioni che hanno buone possibilità di essere vendute, e non sono molti gli operatori che offrono viaggi veramente alternativi, col rischio concreto di trovare pochi viaggiatori e non raggiungere il numero minimo per rientrare nei costi.

 

L'ideale per fare questa cosa con successo sarebbe avere un gruppo di amici e conoscenti interessati a viaggiare in un certo modo e coi quali stabilire insieme la destinazione ma non ho mai fatto l'accompagnatore prima e non ho un pacchetto di viaggiatori che mi seguirebbero ovunque a prescindere. Qualche volta mi è capitato di trovare singoli compagni di viaggio sul web con cui dividere i costi, ma non tutte le volte che ho cercato. Devo, giocoforza, proporre degli itinerari sul web nella speranza di creare, nel tempo, uno "zoccolo duro" di viaggiatori seriali che si sono trovati bene e che vorrebbero ripetere l'esperienza.

 

Com'è il mio viaggiatore seriale ideale? Mi verrebbe da dire che, se veramente ama viaggiare, tutto il resto vien da sé. Intendiamoci, nemmeno io sono uno che ama dormire in letti sfondati, coricarmi in mezzo a colonie di pulci, fare docce gelate o pasteggiare con cavallette. Semplicemente, la mia prima preoccupazione è stabilire i posti da visitare e le situazioni da vivere in viaggio. Solo dopo aver stabilito questo, cerco la sistemazione col miglior rapporto qualità prezzo fra quelle che sono logisticamente adatte. Se non ci sono alberghi di lusso nei paraggi, non mi faccio nessun problema a dormire in alberghi più modesti, negli homestay, nelle capanne indigene o in tenda. Il viaggio viene prima di tutto. Questo può essere un problema per la maggioranza dei tour operator che invece fanno fatica a proporre sistemazioni alberghiere che non siano di medio/alto livello perché generalmente i loro clienti pagano fiori di quattrini e conseguentemente si aspettano di essere trattati adeguatamente.

 

Ho trovato un piccolo tour operator che mi concede la possibilità di proporre viaggi di mia concezione attraverso la sua struttura, fornendo tutte le garanzie di operatività, acquisto di biglietti aerei e organizzazione dei servizi che io, come privato, non potrei mai fornire. Al resto ci penso io, dallo studiare l'itinerario (ma questo è l'ultimo dei problemi, è una cosa che adoro fare e, se esistesse, farei il "travel designer") al trovare i compagni di viaggio, anche se il tour operator potrebbe trovarne qualcuno di sua iniziativa.

PERCHÉ DOVRESTI VIAGGIARE CON ME

 

IO COSA CI GUADAGNO

Con una scelta apparentemente autolesionistica, che invece spero lungimirante, ho scelto - almeno inizialmente - di non guadagnarci, nel senso che non intendo attribuirmi, come fanno normalmente i tour leader, un compenso giornaliero, che normalmente si aggira sui 100 € lordi al giorno, a seconda del tipo di tour operator. Mi propongo pertanto come un cosiddetto "tour leader alla pari", quindi sul costo totale del viaggio gravano solo alcune spese. Forse non lo sapete ma, di norma, il corrispondente locale che organizza un tour per un gruppo di una decina di viaggiatori offre un posto gratis negli alberghi e nei ristoranti al tour leader. In questo caso, l'unica spesa che grava sui viaggiatori è una quota del mio biglietto aereo. Certo, rispetto a un viaggiatore normale risparmio ma non ci ricavo nulla: una scelta che posso permettermi di fare perché, a differenza di altri, non è da qui che mi guadagno i pane.

 

CHI CI GUADAGNA, ALLORA?

Tutti.

1. Innanzitutto ci guadagnano i viaggiatori perché hanno un accompagnatore - che è una cosa piuttosto diversa dall'avere una guida locale, quella comunque ci sarà sempre - quasi gratuito. Non ci credete? Molto semplice: cercate sul web un tour, con accompagnatore italiano, nella stessa area del mondo e della stessa durata in giorni, e paragonate i prezzi.

2. Ci guadagna il tour operator che applica il suo normale ricarico. Forse non lo sapete ma anche qui c'è del margine per risparmiare. I tour operator più rinomati applicano ricarichi più alti perché sanno che i viaggiatori si comportano come i clienti si comportano come un consumatore al supermercato: istintivamente sceglie quello di cui hanno visto qualche volta la pubblicità, anche se è più caro, ma senza sapere quale sia effettivamente migliore dell'altro. Il tour operator al quale mi appoggio è italiano, con sede nel Veneto, vanta 25 anni di esperienza e applica un ricarico meno oneroso di quello dei "grandi nomi" di cui leggete spesso le proposte sulle riviste di viaggio. Se l'ho scelto c'è un perché.

3. Infine ci guadagno io perché posso viaggiare, spesato, in posti bellissimi o dove andarci da solo sarebbe economicamente proibitivo per motivi logistici. Viaggi che studio col "cuore in mano" poiché, tentando di organizzare questi viaggi una o al massimo due volte all'anno, non spreco certo queste rare opportunità per viaggi che non mi interessano e che concepisco solo per essere venduti.