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BUCKET LIST


La "bucket list" (la lista del secchio) per gli americani rappresenta la "lista delle cose da fare o da vedere prima di morire". Sperando di avere più tempo possibile e preferibilmente in condizioni atte a viaggiare attivamente, quelli che seguono sono alcuni dei tanti posti nei quali medito, presto o tardi, di andare a dare un'occhiata. Per alcune di queste destinazioni sono quasi "pronto", potrei partire a breve avendo già le idee piuttosto chiare su cosa vedere e come organizzarmi, per altre invece tengo le antenne dritte su tutto quello che le riguarda ma le conosco solo sommariamente e avrei bisogno di approfondire molto di più.

I viaggi che sono in procinto di intraprendere, per i quali potrei cercare compagni d'avventura, li trovi qui .
 

Attraversamento di un ponte in Tanzania

EUROPA

Islanda - Una terra primordiale, dove la natura pare sempre sul punto di prendere il sopravvento sui piccoli esseri umani: vulcani, geyser, cascate da cartolina, prati verdissimi che si alternano a terreni neri come la pece, spiagge incredibili, canyon, ghiacciai e, nel periodo giusto, aurore boreali. Piuttosto fresca d'estate ma non così fredda d'inverno (vi giunge un lembo della Corrente del Golfo), le manca solo una cosa: un costo della vita accettabile. Per via della scarsa produttività dei terreni e la lontanza dal continente, in più mettici la recente crisi che l'ha colpita duramente, tutto costa parecchio, ancor più se invece di limitarsi al giro costiero (che da solo basta per un viaggio) ci si vuole addentrare nell'interno dove un mezzo 4x4 è imprescindibile.

AFRICA

Angola - Paese uscito da pochi anni da una lunga guerra civile e per questo rimasto per molto tempo lontano dalle rotte turistiche, offre spiagge bianchissime (anche se l'acqua è piuttosto gelida causa corrente del Benguela), paesaggi spettacolari e alcuni popoli molto interessanti: Himba, Mwila, Mundimba, Mucubale, Mucawana, ecc. Periodo ideale da giugno a settembre, i mesi più freschi e contemporaneamente più asciutti. Mi sto informando da tempo e lo scoglio più difficile da superare sembra essere quello del visto, complicato e scomodo da ottenere.

Mali - Per gli appassionati di scultura africana e/o di antropologia, difficile dissociare questo paese dai Dogon, antico popolo dalla complessa cosmogonia, ultimamente forse un po' troppo di moda. Scordandosi l'idea di fare affari in loco trovando capolavori a poco prezzo, la gente, i paesaggi e l'architettura sono già motivi sufficienti per visitare questo paese. Altri motivi per recarsi in Mali sono Djenné dalla stupenda moschea di fango, il fiume Niger e Timbuctù, evocativo avamposto nel deserto. Novembre è il periodo migliore, ma anche quello più frequentato dai turisti, si può viaggiare anche tra ottobre e febbraio, prima che da marzo in poi il caldo diventi insopportabile. Paese poco tranquillo: agli storici problemi legati all'estrema povertà e più recentemente ai Tuareg e ad Al-Qaeda, un recente colpo di stato ha contribuito ad aumentare la tensione. Prima di partire bisogna informarsi molto bene in proposito.

Niger - Di solito apprezzato per i paesaggi mozzafiato delle Montagne dell'Air e del Deserto del Ténéré, nonché per la navigazione sul fiume Niger, il motivo che mi spingerebbe in questo paese sarebbe di tipo etnico. Nella seconda metà di settembre, appena terminata la stagione delle pioggie e prima che cominci la migrazione verso sud dei pastori e delle loro mandrie, Tuareg e Wodaabe si radunano nella festa detta Cure Salée durante la quale, soprattutto i Wodaabe, gareggiano in bellezza per trovare moglie. Anche qui però la situazione politica è piuttosto agitata, come nel vicino Mali, quindi informarsi bene prima di partire anche se so che gruppi organizzati si sono recati nella zona dell'evento senza problemi anche in questi periodi poco felici.

Camerun - Questo sconosciuto paese ha parecchio da offrire: montagne e vulcani che si prestano a stupendi trekking, parchi nazionali ricchi di animali, popoli molto interessanti che vanno dai pastori musulmani ai rari pigmei (Baka) della foresta. I mesi migliori per una visita sono quelli che vanno da novembre a febbraio, i più secchi, anche se c'è l'harmattan (vento caldo che porta foschia) perché in quelli umidi (da luglio a ottobre) moltre strade diventano impraticabili. Purtroppo ultimamente non è più tanto tranquillo, causa fondamentalismo islamico nel norddel  paese.

La Rotta Storica (Etiopia) - Di solito si visita l'Etiopia "classica", ce ne s'innamora e poi si vuole vedere anche il resto. A me è successo il contrario: ho conosciuto dapprima l'Etiopia meno nota e adesso vorrei completarne la conoscenza. Destinazione africana inconsueta perchè presenta una notevole quantità di vestigia del passato, in questo aspetto inferiore nel continente solo al confinante Egitto: chiese rupestri, monasteri costruiti su dirupi, castelli medievali. Il tutto condito dalla vivace religiosità degli etiopi.

Dancalia (Etiopia) - Probabilmente il deserto più letale del mondo, non solo per le temperature torride raggiunte, ma anche perché da sempre territorio conteso con le armi. I temuti Afar però coi viaggiatori sono gentili, anche perché con loro si guadagna di più e con meno fatica che a raccogliere il sale. Ma che ci si va a vedere? L'Erta Ale, uno tre vulcani al mondo in cui è sempre possibile vedere la lava; lo stupefacente cratere di Dallol; la Piana del Sale e i suoi paesaggi lunari. Per non parlare di quella sensazione di trovarsi alla fine del mondo. Conosco fior di viaggiatori che ritengono la Dancalia uno dei posti più incredibili mai visti. Vitale scegliere la stagione giusta, in agosto la temperatura può arrivare tranquillamente a 50°, rimane sempre destinazione piuttosto impegnativa e costosa per motivi logistici.

Sapeurs (Repubblica del Congo) - Non sapete chi sono i Sapeurs? Sono questi incredibili personaggi, che da soli varrebbero il prezzo del biglietto aereo per Brazzaville. Una volta sul posto, la città dai tratti francesi è piacevole, con una vita notturna vivace, un mercato interessante e una stupenda spiaggia nelle vicinanze. Le foreste del paese ospitano l'80% degli scimpanzè e dei gorilla di pianura del globo. Girare nell'interno è cosa ancora poco sperimentata, visto che il paese è stato per lungo tempo fuori dalle rotte turistiche causa una guerra civile a più riprese terminata nel 2002. Le strutture sono poche ma la gente estremamente cordiale. Per chi ama mettere la bandierina e urlare: "Primo!".

 

ASIA INSULARE E OCEANIA
 

Filippine - Paese frammentato in più di 7000 isole, ospita alcune delle comunità meno contattate (quando proprio mai contattate) del pianeta e in generale vede poco turismo lontano dalle favolose spiagge. Nel suo interno vi sono alcune delle risaie terrazzate più spettacolari del mondo. L'inglese è molto diffuso (per anni sotto controllo statunitense) e il costo della vita è molto basso. Non c'è bisogno di guida, al massimo solo nel caso si vogliano raggiungere le comunità che abitano nelle isole più remote. Periodo ideale da metà dicembre a metà maggio, per evitare la stagione degli uragani. A gennaio e a maggio si tengono le feste più pittoresche, risaie e isole danno il meglio di sè tra marzo e aprile.

Sumatra e Siberut (Indonesia) - La grande e selvaggia isola indonesiana è abitata da popoli molto interessanti, soprattutto da un punto di vista architettonico, come i Minangkabau e i Batak. Da lì è possibile raggiungere via mare l'isola di Siberut, i cui abitanti detti Mentawai sono fra le comunità che più si attengono allo stile di vita tradizionale, pieni di tatuaggi, dai canini appuntiti e vestiti di corteccia e poco più, in particolar modo quelli che abitano all'interno dell'isola raggiungibile solo via trekking. La scomodità è data dal clima, molto umido visto che l'isola è ricoperta da una fitta foresta pluviale. In aprile/maggio e ottobre/novembre le piogge sono insopportabili, negli altri mesi dell'anno, se si è fortunati, piove un po' meno.

West Papua (Indonesia) - È nuovo nome ufficiale di quella regione che finoad al cuni annifa  si chiamava Irian Jaya, ovvero la metà occidentale dell'isola di Papua appartenente all'Indonesia. La zona più interessante dal punto di vista etnico è la Valle del Baliem abitata dai Dani dal caratteristico astuccio penico (koteka) usato anche dagli Yali e i Lani, ma sono molti i popoli interessanti sparsi nell'isola: gli abili intagliatori Asmat, i Korowai e i Kombai dalle altissime (per motivi difensivi) palafitte, ecc. Praticamente piove sempre e nelle highlands dell'interno le sere possono essere piuttosto fresche data l'altura. Il miglior periodo per visitare queste zone viene ritenuto quello fra maggio e settembre, con l'aggiunta di dicembre. Tra agosto e settembre si tiene l'interessante Festival della Valle del Baliem.

Kalimantan (Indonesia) - È la parte meridionale (e indonesiana) della grande e selvaggia isola del Borneo. Avendo già visitato la parte settentrionale (e malese) dell'isola, per me sarebbe un "completamento dell'opera" che mi porterebbe a rivedere i fieri ma ospitali ex-tagliatori di teste Iban e i Penan dallo stile di vita tradizionalmente legato alla foresta e messo in pericolo dallo sfruttamento del legname operato nei suoi territori. Potrebbe essere l'occasione per vedere anche i più elusivi Kayan e i Kenyah dai lobi allungati. È anche terra dove poter vedere gli orang-utan. Piove praticamente durante tutto l'anno e l'umidità raramente scende sotto al 95%. I mesi più freschi, e quindi in cui si soffre meno l'afa, sono marzo e settembre.

Sulawesi (Indonesia) - L'ennesima isola indonesiana, conosciuta per le sue bianche spiagge, le possibilità di immersioni e i parchi naturali, è anche la casa del popolo Toraja, dalle stupende abitazioni tradizionali e la vivace cultura. Una destinazione poco battuta, specie nel nord dell'isola. Il miglior periodo per scorazzare per questa lunga isola dalla forma di ragno è la stagione secca, che va da aprile ad ottobre.

Isole Vanuatu - Un viaggio ahimé piuttosto costoso perché costellato di voli, tra le popolazioni di questo arcipelago dove i locali seguono, con orgoglio, lo stile di vita tradizionale, rifiutandosi di fare la fine di altre popolazioni limitrofe ormai assimilate allo stile di vita occidentale. Oltre a spiagge da favola, gli interni sono praticamente intatti e spostarvici è estremamente difficoltoso, ma ne vale la pena per assistere alla prodigiosa cerimonia prototipo del bungee jumping dell'Isola di Pentecoste e per incontrare i rari appartenenti ad un'etnia che ancora pratica la dolicocefalia (allungamento rituale del cranio).

 

Nella foresta pluviale di Horton Plains, Sri Lanka

ASIA CONTINENTALE

Laos - Possibile 4° viaggio del mio progetto di visitare le minoranze etniche dell'Asia Meridionale. Per farvi un'idea di cosa aspettarsi, leggete questo diario di viaggio di un mio amico. Viaggio da fare con una guida locale, per motivi linguistici (non che sia impossibile muoversi in autonomia in Laos, ma senza la possibilità di interargire coi locali verrebbe meno uno degli aspetti più importanti di questo tipo di viaggio). Periodo ideale tra novembre e febbraio, per le zone di montagna (che sono quelle che mi premono), vanno bene anche maggio e luglio.

Nord Corea - Un paese storicamente inaccessibile e che presenta molte complicazioni: obbligo di avere 2 guide coreane al seguito (e quindi costoso), notevoli restrizioni fotografiche e di libertà di movimento (in pratica si può visitare solo la capitale e una speciale area economica al confine con la Cina ma non ci si può andare dalla capitale, bisogna uscire dal paese ed entrarci dalla Cina!). Ma anche per questo è una destinazione davvero unica al mondo, la classica bandierina sulla mappa che nessun altro (o veramente pochissimi) può vantare. L'ideale sarebbe andarci in agosto/settembre quando è possibile assistere agli spettacoli di massa dell'Aririgan.

Afghanistan - Sì, lo so cosa state pensando: "Questo è pazzo anche solo a pensare di andare in un paese in guerra e/o in mano ai talebani". In realtà nella Valle di Wakhan e nel cosiddetto Pamir Afghano, non solo non ci sono (né ci sono stati in epoche recenti) i problemi di guerra, terrorismo e intransigenza islamica (qui le donne non hanno il burqa e vanno in giro a volto scoperto) che sono presenti in altre aree del paese, anzi ogni anno viene visitato da diversi viaggiatori che regolarmente tornano a casa sani e salvi. I veri problemi sono dati dalla difficoltà nel raggiungere certi villaggi o accampamenti, alcuni dei quali a 7 giorni di viaggio (quindi trekking zaino in spalla perché mezzi pubblici non ce ne sono) dalla strada, negozio o albergo più vicino, difatto rendendo questo un viaggio che richiede un mesetto di trekking. Siccome non posso prendere più di due settimane e mezzo e in quel tempo riuscirei a malapena a raggiungere una località per poi dover ripartire subito, credo che questo sogno rimarrà nel cassetto per molto tempo ancora...

Bhutan - stupendo mini-stato che causa lo storico isolamento dall'Occidente è rimasto con l'orologio del tempo fermo a qualche secolo fa, in piena epoca feudale. Da pochi anni hanno deciso di aprire al turismo e se da un lato hanno avuto la buona idea di contingentare gli accessi per preservare l'integrità della propria cultura, dall'altro hanno mal pensato di rendere obbligatoria una tariffa giornaliera astronomica (200$ al giorno, che cala a 165$ solo nei mesi di luglio e agosto che, causa monsoni, sono bassa stagione), rendendo di fatto il turismo di lusso l'unica possibilità praticabile. Periodo ideale i mesi di ottobre e novembre, durante i quali vi sono le festività più sentite.

Bangladesh - Destinazione poco considerata, una specie di India musulmana molto meno visitata, anche se a onor del vero va detto che tutto (città, monumenti e popolazioni indigene) è un po' meno spettacolare di quanto offre l'ingombrante vicino. Un viaggio dai costi contenuti rispetto ad altri, da farsi preferibilmente nel periodo ottobre/novembre. Dimenticavo, qualche popolo interessante c'è...

India Tribale - Questo immenso ed estremamente variegato paese, oltre alle famose attrattive turistiche più "classiche", offre anche la possibilità di vedere un incredibile numero di popoli che seguono lo stile di vita tradizionale. Gli stati che offrono maggiori opportunità di questo tipo sono l'Orissa (dove di recente un paio di italiani sono stati rapiti, evento a dire la verità mai verificatosi in precedenza) dei Bonda, Khond Saura, Santal, Bhuma, Gond, Oraon, ecc; l'Arunachal Pradesh degli Adi, Aka, Apa Tani, Bangni, Hrusso, Nocte, Wancho, ecc.; il Nagaland, terra di popoli del ceppo Naga.

Tibet

Nepal

Pakistan

 

AMERICHE
 

Messico - Lontano dalle edulcorate (e in parte già viste) destinazioni nello Yucatan, c'è il Messico più autentico, quello degli altipiani contrassegnati da belle chiese coloniali e dalla forte religiosità dei suoi abitanti. Luoghi tendenzialmente aridi e con un'anima india mai sopita che hanno visto le gesta di Pancho Villa, i fasti della corsa all'oro ma anche il degrado attuale di certe città di confine dove la legge non riesce ad imporsi. Certi nomi, solo a sentirli, mi fanno venire voglia di partire: Durango, Chihuahua, Hermosillo. Poi, se uno non ne ha abbastanza, basta aggiungere la Baja California o il Chiapas.