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I. PULCE
Partenza il 16 ottobre 2010, voli Bologna-Francoforte e Francoforte-Addis Ababa, con decollo ritardato di mezz'ora perché, quando stavamo per imboccare la pista, una spia non si spegneva e i piloti hanno chiamato i tecnici per i controlli del caso al mezzo.


Arrivo nella capitale etiope, so che l'aeroporto è ad appena 5 km dalla città e quindi il taxi non dovrebbe costare molto. Sbrigo le formalità (il visto si ottiene in entrata, pagando 17 euro) e prenoto il taxi, nell'apposito sportello, dove mi dicono che per andare al mio alberghetto si pagano 160 birr (al cambio circa 7 euro). Salgo sul taxi e dopo aver percorso circa 100 metri mi ricordo che la guida consigliava di mettersi d'accordo in anticipo, per evitare incomprensioni all'atto del pagamento. Gli dico: "160 birr, ok?" e lui "10 dollars". La risposta mi puzza un po', ribadisco: "160 birr. That's the price the girl stated. That's what I will pay". Non risponde. Ripeto "160 birr, I will not accept a different price".


Arriviamo, scendo e, come temevo, comincia lo sfaccettamento di zebedei nel tentativo di lucrare gli ulteriori due spicci: "la tariffa è di 10 dollari, che corrispondono a 180 birr". Purtroppo non ho i soldi contati, ho appena cambiato e ho solo pezzi da 50 birr: se gli dò 200 birr so già che il resto me lo posso sognare. Gli chiedo se ha il resto e, come ampiamente previsto, dice che non ce l'ha. Ma nemmeno voglio iniziare subito a sventolare bandiera bianca di fronte a questi trucchetti, anche se parliamo di una miseria. Gli dico: "Guarda ti dò 150 birr e poi 1 euro (al cambio 23 birr) che è già di più di quanto mi era stato detto dallo sportello". Lui si lamenta ma in dialetto romagnolo lo saluto e vado nell'alberghetto.


Alberghetto che la Bradt Guide definisce il più pulito tra quelli economici. Costo 172 birr, pari a circa 7,50 euro. La stanza è decente a prima vista. Vado nel bagno comune (sembra che io sia l'unico ospite) e vedo, per la prima volta in vita mia nonostante le tante bettole frequentate, una pulce sul mio braccio. La prendo e la sasso nel lavandino, apro il rubinetto e scompare giù dal tubo. Cavolo, le pulci poi no, eh. Faccio la doccia, torno in camera e ispeziono il letto: lenzuola pulite, nessuna traccia di animali. Mi tranquillizzo e non utilizzo il sacco a lenzuolo.

Sorriso

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